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SINTESI CRONOLOGICA DELLE RICERCHE IN GEOBIOLOGIA
ca 1000 a.C.: Feng Shui
Armonizzare le costruzioni dell'uomo nel paesaggio tenendo conto delle esigenze del primo e inserendosi con rispetto nella struttura energetica del secondo: questo è l'obiettivo del feng shui. E' un approccio sostanzialmente qualitativo.
Epoca Romana
Scrive Vitruvio: "...i Romani, prima di impiantare una nuova città, facevano pascolare i montoni per un anno intero nell'area stabilita, quindi abbattevano gli animali e ne analizzavano il fegato. Se questi organi non erano in buono stato sceglievano un'altra zona per installare le loro abitazioni."
Similmente i nomadi osservano cani e cavalli per scegliere i luoghi dei loro accampamenti.
Periodo Medioevale
I costruttori di cattedrali ponevano particolare attenzione non solo agli elementi architettonici, ma anche nella scelta dei luoghi con determinate caratteristiche geobiologiche.
1896 - 1890: Haviland
Il dottor Haviland (Gran Bretagna) riferì che il Tamigi e i suoi affluenti attraversano una vasta regione con un'elevata mortalità per cancro. In seguito sostenne, davanti alla società di medicina di Londra, che nella maggior parte dei casi la malattia era da porre in relazione con il luogo di abitazione.
1928: George Lakhowsky
Secondo G. Lakhowsky "la natura del terreno modifica il campo delle onde cosmiche alla superficie del suolo. Questa condizione basta a provocare negli organismi viventi uno squilibrio, che è suscettibile di cancerosi." Esiste certamente una relazione fra le caratteristiche geologiche di un determinato luogo e gli organismi viventi che vi crescono.
Molti sono gli studi che ne hanno accertato l'evidente correlazione. Molte caratteristiche degli esseri viventi sono sicuramente in rapporto con la geomorfologia e la natura del suolo. Le razze umane, le razze animali, la forma delle piante e il sapore tipico di un vino, un frutto o di un altro prodotto agricolo (il "terroir" appunto) esprimono chiaramente questa influenza significativa del suolo. Le acque, ad esempio, che solcano una determinata regione, riflettono esattamente la composizione chimica delle sostanze che costituiscono il terreno. A questo proposito l'acqua ha un ruolo notevole nello sviluppo degli organismi viventi. Ad esempio è riconosciuta la formazione del gozzo in certe regioni (soprattutto alpine) dove lo iodio è carente e quindi non viene assorbito in maniera sufficiente né attraverso l'acqua né attraverso l'alimentazione.
Anche le malattie di origine microbica o virale si svilupperebbero in preferenza in certi terreni e in certi organismi. Ad esempio è dimostrato che il colera "si sviluppa di preferenza sui terreni alluvionali mentre le febbri intermittenti della malaria sui terreni impermeabili (argille o marne)".
In maniera ancor più localizzata sembrano agire varie varie anomalie geologiche.
Stèlys durante una comunicazione del professor d'Arsonval dell'Accademia delle Scienze il 27 aprile del 1927, riporta come nella città di Clermont Ferrand (zona vulcanica con un'attività da 50-150 miliardi per anno, pari a 0,5-0,15 milligray), le case ove si è rilevato un maggior numero di decessi per cancro, sono ripartite lungo il dislivello di terreno provocato da una faglia di origine vulcanica, attorno alla quale zampillano sorgenti d'acqua sature di bicarbonato.
Lakhoswsky partendo da questa documentazione iniziò una serie di ricerche che ha pubblicato in "Contribution a l'Etologie du Cancer" e presentate il 4 luglio del 1927 all'Accademia delle Scienze del professor d'Arsonval.
Per questo studio Lakhoswsky si basato su fonti demografiche come l'annuario statistico della città di Parigi (1925), su carte geologiche, il particolare il nuovo "Atlas geologique des vingt arrondissements de Paris" (1926) e la carta geologica di Francia. Per coordinare le osservazioni e i fatti statistici, Lakhoswsky si è riferito a ciò che a quell'epoca si sapeva delle radiazioni cosmiche e dalla propagazione delle onde corte attraverso i differenti terreni. Lo scopo era di dimostrare come la ripartizione del cancro potesse dipendere dalla natura fisica del terreno sul quale vive il soggetto.
Si è così proceduto allo studio delle statistiche demografiche, riportando la densità di mortalità per cancro calcolata per numero di casi ogni mille abitanti. Parallelamente si sono individuati per quartiere (Parigi), per Comune (Dipartimento della Senna) e per città (Francia e regioni limitrofe) le tipologie geologiche delle zone interessate.
Le statistiche presentavano notevoli variazioni da quartiere a quartiere, da comune a comune, da città a città. Una causa geografica o geologica sembra essere evidente. Scartata quella geografica (idrogeografica e orografica) che non trovava riscontro, ad esempio sul piano di Parigi, si è valutata attentamente quella geologica. Si constata così che le città a debole densità di cancro sorgono su sabbia, calcare, gesso, arenaria, certe rocce primitive cristalline, recenti depositi alluvionali ricchi di ghiaia e sabbia. Le città a forte densità di cancro sono invece costruite su argille plastiche, marne e gesso, marne giurassiche, creta fosfatata, pirite, terreni carboniferi, scisti e altri minerali del ferro.
Resta quindi da dimostrare quale sia il meccanismo attraverso il quale la natura del terreno può portare ad una modificazione dell'eziologia del cancro.
Secondo Lakhoswsky, l'irraggiamento cosmico sarebbe in grado di innescare il fenomeno di "autoinduzione" in quei minuscoli circuiti oscillanti esistenti nelle cellule. Il cancro quindi si manifesta come una reazione dell'organismo di fronte alla modificazione del suo stato di equilibrio vibratorio per effetto delle vibrazioni cosmiche.
Ora si sa che le onde penetrano tanto più facilmente nel suolo quanto più il terreno è isolante. "La profondità alla quale l'onda penetra nel suolo è inversamente proporzionale alla radice quadrata del prodotto della sua pulsazione per la conduttività del suolo".
I terreni conduttori si comportano come gli schermi metallici assorbendo e riflettendo le onde al massimo. I terreni dielettrici al contrario, favoriscono la penetrazione delle onde a grandi profondità. I suoli che si lasciano meglio penetrare, cioè quelli più permeabili alle onde, sono la sabbia, l'arenaria, la ghiaia, ecc. Sono invece impermeabili alle onde i terreni più conduttori come le argille, le marne, il fango, gli strati carboniferi, i minerali di ferro, ecc. Questi assorbono rapidamente le onde provocando alla superficie dello strato conduttore delle correnti intense che reagiscono interferendo con il campo naturale superficiale.
La funzione dell'acqua è assai speciale. Pura è un ottimo isolante, come l'acqua che attraversa i terreni sabbiosi e le arenarie. Per contro, le acque contenenti i sali disciolti sono fortemente conduttrici. Questo è un ulteriore aspetto che, assieme ad altri, va considerato per l'influenza che possono generare i corsi d'acqua sotterranei.
1932: Haeger
Il professor Haeger di Stettino, affrontò lo studio delle geopatie partendo da alcuni dati statistici. Registrò tutti i casi di morte avvenuti nel capoluogo della Pomerania tra il 1910 ed il 1931, complessivamente 5.357, quindi segnò su una pianta della città le case in cui si ebbero i decessi per cancro. Già da questa operazione risultavano delle concentrazioni di mortalità in determinate zone, mentre altre erano completamente immuni. In seguito fece eseguire una ricerca da parte di due notissimi rabdomanti, per determinare le zone dove risultava la presenza di acquiferi sotterranei. I rabdomanti naturalmente non erano al corrente del motivo della ricerca.
Ne risultò che tutte le case in cui si erano verificati casi di cancro si trovavano al di sopra di forti vene d'acqua. In seguito a queste osservazioni il Comitato Centrale per la Lotta contro il Cancro decise di fare eseguire dei rilievi in tutta la Germania per avere conferma dei risultati dello scienziato.
1933 - 1939: Cody
Cody, ingegnere elettronico francese, utilizzò negli anni '33 e'39 due elettrometri Elster-Geitel tipo Dauzère, provvisti di camere di ionizzazione e di appositi dispositivi per eliminare ogni influenza dovuta all'umidità, ai movimenti d'aria e altre condizioni accidentali in grado di causare la caduta delle lamelle dello strumento. Le migliaia di misure effettuate nella città di Havre all'interno delle abitazioni dove si erano verificati casi di cancro hanno dato risultati inequivocabili.
I tempi di caduta dell'elettrometro di riferimento, posto a breve distanza dal letto, erano sovente parecchie centinaia di volte più lunghi rispetto a quelli misurati nella zona non sospetta di emissione di radiazioni telluriche. Cody ha potuto provare la non diffusione dell'emissione tellurica che si propaga attraverso i vari piani in forma di tronco di cono molto stretto la cui base minore è vera terra (la sezione aumenta meno del doppio dalla cantina al quinto piano). Ciò è stato dimostrato sia da letture con gli elettrometri, sia con lastre radiografiche, poste a cavallo tra zone di emissione e quella che possiamo definire neutra.
1932: Giuseppe Gori
Il dottor Gori riporta al Congresso di Radioestesia e Geofisica di Verona, nel marzo del '32, i risultati di una serie di esperimenti condotti su piante e animali.
L'osservazione di varie specie vegetali cresciute in zone ricche di minerali o di acque sotterranee, cave di lignite, ecc, confrontate con altre situate in zone neutre, mise in evidenza la netta influenza della natura del suolo e del sottosuolo. Esperimenti simili furono condotti su animali. I conigli di una stessa nidiata vennero ripartiti fra zone lignifere, zone acquifere e zone neutre. Tutti furono nutriti ed esposti alle stesse condizioni climatiche e controllati ogni giorno. Dopo un mese si riscontrò che quelli posti nelle zone perturbate, rispetto a quelli situati in zone neutre, presentavano un pelo meno brillante, meno fitto, e tendente alla caduta; riflessi più ritardati e un peso da 400 a 500 grammi inferiore. All'autopsia si riscontrarono alcuni gangli linfatici fortemente ingrossati, uno sviluppo scheletrico ridotto con evidenti tracce di rachitismo.
1929: Achille Desbusquoit
Abate francese, fece a partire dal 1929 migliaia di ricerche sui corsi d'acqua sotterranei, utilizzando metodi biofisici, cioè sfruttando le reazioni del suo organismo. Un resoconto completo dei risultati ottenuti si può leggere nella sua pubblicazione "Les veines qui tuent".
1929: Gustav Von Pohl
Dal 13 al 19 gennaio del 1929, Gustav Von Pohl intraprese il più esteso esperimento che sia mai stato realizzato finora per dimostrare la correlazione fra corsi d'acqua sotterranei e cancro.
Famoso rabdomante, decise in accordo con il sindaco di Vilsbiburg in Baviera, J. Brandle, di effettuare in questa cittadina le sue ricerche. La scelta era motivata dai seguenti fattori: egli non conosceva assolutamente i luoghi e le persone; nei paesi piccoli i movimenti della popolazione erano molto ridotti, la maggior parte delle case erano abitate da generazioni della stessa famiglia (il che permetteva di controllare facilmente eventuali disposizioni ereditarie). Alcuni dati: Vilsbiburg contava 565 case con circa 900 abitazioni e 3.300 abitanti.
Il dottor Bernhuber fu delegato dal sindaco di redigere, basandosi sui dati ufficiali disponibili presso l'ufficio distrettuale, una lista dei decessi causati da carcinomi. La lista naturalmente fu tenuta segreta fino al termine dell'esperimento. Fu verificata con estrema cura e precisione ogni corrispondenza fra la posizione del letto dei malati all'interno della loro abitazione e le zone patogene segnate da Von Pohl sulla sua carta. Ne risultò che tutti i letti delle persone decedute per carcinomi, si trovavano sulle fasce di irradiazione rilevate.
Fu redatto un protocollo con i risultati ottenuti. Lo stesso tipo di indagine venne eseguita nella cittadina di Grafenau che presentava la più bassa mortalità per cancro della Baviera. L'ispezione ebbe luogo il 4 e 5 maggio del 1930. Poche come supponeva erano le radiazioni pericolose. I dati ufficiali iniziavano dal 1914. In diciassette anni si erano verificati solo diciassette casi di cancro. Al termine della ricerca fu constatata la perfetta corrispondenza delle sue rilevazioni con l'ubicazione dei letti di tutti gli individui deceduti per cancro. Infine, un anno dopo , nell'agosto del 1930, un ulteriore protocollo fu redatto a Vilsbiburg. Esso riporta altri dieci decessi per cancro avutisi da 1 gennaio 1929 al 30 giugno 1930. Anche queste abitazioni erano situate sulle correnti patogene segnalate più di un anno prima.
1972: Jakob W. F. Stangle
Il ricercatore tedesco Stangle fece una serie di misure a Vilsbiburg nel 1972.
Egli operò con un contatore a scintillazione sulle zone indicate nel 1929 dal barone Von Pohl sulla pianta della città. In seguito a queste misure venne confermato un netto aumento dell'irraggiamento tellurico in rapporto a queste zone. Su un percorso di non più di 200 metri sono stati individuati cinque decessi per cancro.
1933 - 1936: E. Jenny, A. Oehler, H. Stauffer
Sono da attribuirsi a questi ricercatori i primi esperimenti scientifici per dimostrare l'esistenza di radiazioni telluriche patogene. Questi esperimenti furono effettuati su topi sani, topi sui quali si era provocato artificialmente il cancro e su vegetali. L'ingegner Lienert ricercò con metodi biofisici una zona biologicamente attiva di forte intensità. Questa zona fu identificata nel villaggio di Suhr vicino ad Aarau in Svizzera. Nel giugno del 1933 fu costruita una baracca in legno e posta in modo tale che una parte si trovasse sopra la zona perturbata e la restante in zona neutra. Un piccolo giardino vicino alla baracca fu utilizzato per le prove sulle piante.
Vegetali: le piante che si dimostravano più sensibili alla radiazioni telluriche furono i cocomeri ed il sedano. I cocomeri che crescevano sulle zone perturbate furono ritardati nel loro sviluppo e appassirono quindici giorni prima delle piante cresciute in zona neutra. Nel corso di tre anni le stesse constatazioni furono fatte sei volte.
Animali: da dodici a quindici topi bianche dello stesso sesso e tre di ceppi diversi, vissero dal maggio del '35 al febbraio del '36, in casse poste per metà su un terreno neutro e metà nella zona d'influenza. Ad eccezione di qualche caso isolato i ricercatori hanno potuto constatare: 1) i topi si stabilivano sin dall'inizio nella parte neutra, 2) quando, dopo qualche settimana le casse venivano ruotate di 180ˇ in modo che la parti fossero invertite, i topi nel giro di qualche giorno si ritiravano dalla parte non irradiata. Gli esperimenti continuarono sino al 1939, furono osservati oltre 24.000 topi, di cui si constatò che, posti in zona neutra, erano calmi, avevano un bel pelo ed una discendenza circa il doppio più elevata di quelli posti in zona geopatogena. Questi al contrario erano sempre agitati, gridavano di notte, mordevano la coda e le sbarre della gabbia: talvolta divoravano i propri piccoli, cosa rara tra i topi.
1934: Victor Rambeau
Il presidente della Camera dei Medici di Marburg, il dottor Rambeau, pubblicò già nel 1934, il risultato delle misure che egli aveva effettuato in tre località dei dintorni di Marburg, utilizzando degli strumenti di misura fisici. Si trattava di misure dell'intensità di campo nell'ambito delle onde medie. L'ultima frase della relazione di Rambeau è la seguente: "Abbiamo cercato attraverso il nostro lavoro statistico la casa situata su terreno non perturbato geologicamente e dove ci fossero comunque delle affezioni cancerose. Questa casa non l'abbiamo trovata." In altre parole al di fuori della zona perturbata non si sono riscontrati casi di cancro.
1947 - 1970: Faliero Capineri
Alla fine degli anni '40 Faliero Capineri, maestro elementare della Lunigiana, accusava ripetuti malesseri e disturbi che si intensificavano in determinate situazioni. Dopo una lunga trafila di esami medici senza esito, un professore di Massa gli consigliò di scavare nei punti precisi in cui questi malesseri (cedimenti delle gambe, abbassamento della voce) si facevano più acuti. Così fece e a qualche metro di profondità, in una zona del suo giardino in cui questa sensazione ere particolarmente forte, trovò l'acqua.
Scrive Capineri: "Col tempo notai delle curiose coincidenze. Per esempio in un campo di mia proprietà notai una fila di ciliegi tutti colpiti da saetta. Volli andare in fondo alla cosa: feci scavare due pozzi e mi convinsi che anche in profondità l'acqua attrae i fulmini [...] qualche tempo dopo andai a visitare un parente gravemente colpito da cancro: ad un tratto mi accorsi che vi erano radiazioni e attrazioni (verso il suolo; n.d.r.) proprio dove era l'ammalato, le stesse che molto spesso sentivo."
In seguito il Capineri effettuò vari esperimenti con animali che lui stesso acquistava e poneva sui luoghi da lui individuati. Sono stati osservati tumori, malformazioni, aborti, inappetenza, diminuzione di peso, sterilità, comportamento irrequieto, fuga quando possibile, morti premature. Misure sulla radioattività non diedero risultati definitivi, mentre sono state riscontrate regolari differenze di resistenza ohmica (circa la metà) tra i punti di intersezione, tra le linee geopatiche e altri situati nelle immediate vicinanze.
Anche Capineri constatò la verticalità delle zone perturbate e osservò la corrispondenza, sembra nei casi più aggressivi, della formazione di crepe più o meno evidenti nei muri e sugli intonaci alla verticale delle vene d'acqua scorrenti nel sottosuolo. Il fenomeno sembra sia dovuto alla vibrazione microsismica generata dal passaggio dell'acqua nel sottosuolo, anche a notevoli profondità.
1960: Ernst Hartmann
Il dottor Hartmann ha effettuato più di centomila misure della resistività cutanea su persone poste sulle zone patogene e in luoghi cosiddetti neutri. I risultati di queste misure mettono in evidenza un aumento della resistività cutanea in corrispondenza delle zone perturbato. Questo aumento determina una diminuzione della capacità di difesa e dei meccanismi di regolazione dell'organismo.
Sono state constatate alterazioni a livello vegetativo fino ad una vagotonia estrema, cioè ad uno stato spasmodico, un'insufficienza circolatoria ed alterazioni dell'equilibrio acido-basico.
Il metodo utilizzato da Hartmann consiste nel misurare la resistività cutanea, i cosiddetti "georitmogrammi", con un ohmetro i cui due elettrodi vengono impugnati dal soggetto ad intervalli regolari (ogni mezzo minuto ad esempio) per una durata minima di venti minuti, essendo i primi dieci necessari alla stabilizzazione dell'organismo. Questo tipo di misura pur essendo usato per alcuni scopi (vedi macchina della verità, bio-feedback, ecc.) non è considerata ufficialmente come una prova scientifica definitiva, essendo il parametro della resistività fortemente influenzato da moltissimi fattori ambientali e soggettivi. Inoltre la pressione esercitata dalle mani può influire notevolmente sulle misure.
In ogni caso volendo fare delle misure di una certa validità scientifica occorrerebbe innanzi tutto procurarsi uno strumento appropriato e cioè un megaohmetro (da 10 a 100 o 1.000 mega ohm) a risposta lineare (non logaritmica), i cavi portanti gli elettrodi devono essere schermati, raccordati alla massa dell'apparecchio e le connessioni tra l'apparecchio, i cavi e gli elettrodi in oro. Il contatto realizzato con una pastiglia (placchetta rotonda di due-tre centimetri di diametro in rame argentato o stagnato) che viene fissata con un cerotto sul palmo della mano. Per facilitare il contatto può essere usata una speciale vaselina per elettrocardiogrammi.
1962: Jean Picard
Nell'ottobre del 1962, al terzo piano di una casa di Moulins in Francia, una ragazza di tredici anni colpita da sarcoma nella regione destra del pube, decedeva dopo tre anni di disperazione e sofferenze. Nella camera della bambina c'erano due letti ed essa dormiva in quello di sinistra. Nel 1963 il dottor Picard aveva avuto casualmente l'occasione di curare due persone che abitavano in un appartamento del terzo piano dello stesso stabile. Una di queste due persone era stata colpita da cancro all'utero; inoltre al primo piano un altro inquilino anziano soffriva di cancro alla prostata. Dopo il decesso della bambina di cui si è detto la famiglia traslocò e nell'appartamento subentrò una nuova famiglia con due bambini di circa undici anni. Fu mantenuta la stanza dei bambini nello stesso locale, solo che invece di due letti singoli ce n'era uno solo più grande e i due bambini dormivano uno a fianco all'altro. Due anni dopo il bambino che dormiva a sinistra presentava una certa difficoltà a muovere la gamba destra. Radiografie ed esami mostravano che questo bambino era stato colpito da un reticolo sarcoma nella regione destra del pube che lo portò alla morte. Fortemente sorpreso il dottor Picard chiese ai suoi colleghi se eventualmente avessero avuto in cura delle persone abitanti in quell'immobile. Gli fu segnalato che al quinto piano qualche anno prima un signore era morto di cancro alla prostata. Fu solo dopo un'accurata perizia condotta dalla signora Blanche Merz dell'Istituto di Ricerca in Geobiologia di Chardonne in Svizzera, che si individuò la causa di tanti guai: un cosiddetto nodo "geopatogeno", dovuto all'accumulo di fattori tellurico- ambientali e in particolare, da un corso d'acqua sotterraneo. La situazione si ripeteva nella stessa esatta posizione a vari piani.
In seguito il dottor Picard portò avanti le sue osservazioni che videro in nove anni una frequenza assai più elevata di malati di cancro e malattie cardiovascolari in un determinato quartiere, per l'esattezza si sono registrati 282 casi di morte per cancro legati in qualche modo al luogo. L'esistenza di perturbazioni geologiche e di corsi d'acqua sotterranei sono stati individuati prima con metodi biofisici e in seguito con degli apparecchi a scintillazione che hanno messo in evidenza la presenza di una notevole intensità di raggi gamma provenienti dal sottosuolo di questo quartiere.
I reticoli geomagnetici
Il dottor Peyrè sembra essere il primo a denunciare la presenza sulla terra di una struttura reticolare simile a quella formata da meridiani e paralleli geografici.
Questa "scoperta" venne segnalata nel 1937 al Congresso Internazionale della Stampa Scientifica dove ne fu denunciato anche il possibile effetto patologico. Il testo che divulgò la teoria di questa maglia di "raggi tellurici vibranti" fu pubblicata nel 1947 con il titolo "Radiations cosmotelluriques: Rayons Peyrè, leur topographie sur toute la planète, leur rapport possible avec la pathologie humaine, animale, vègetale et notanment avec le cancer." Le maglie, rilevate con metodo bio-fisico formano qui dei quadrilateri di circa 4 metri di lato, orientate secondo i poli magnetici.
Un altro sostenitore delle radiazioni telluriche disposte secondo un fitto reticolo avvolgente tutto il nostro pianeta fu Curry. La sua teoria risale al 1952. Si tratta di un reticolo a maglia quadrangolare, orientato NE-SO e SO-SE e di dimensioni varianti da 3,50 a 16 metri, secondo le linee di forza considerate.
L'ultimo "arrangiamento" al sistema reticolare è stato apportato dal dottor E. Hartmann che parla di "griglia globale" risultante da numerose griglie reticolari che si sovrappongono e interferiscono reciprocamente.
Tratto da:
Atti del primo convegno sul costruire bioecologico "Architettura Bioecologica"
Habitat e salute: Sintesi cronologica delle ricerche in geobiologia
Gianfranco Carignano - Architetto