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Il rilievo geobiologico come medicina dell'habitat
L'uomo non è un semplice spettatore o fruitore dell'ambiente che lo circonda, ma interagisce con esso e con le forze cosmiche e telluriche che ne regolano i cicli vitali.
La geobiologia è una scienza molto antica (ricordiamo il Feng Shui cinese datato 2000 a.C.), che ha avuto un nuovo e forte impulso all'inizio del nostro secolo da parte di scienziati e ricercatori tedeschi e francesi. Il dottor Hartmann dell'università di Heidelberg in Germania, grazie alle sue ricerche presentate intorno agli anni '60 viene considerato il fondatore della geobiologia moderna.
La geobiologia cerca di correlare i fenomeni elettromagnetici naturali e le loro variazioni, all'equilibrio complesso che sta alla base della nostra vita; cerca, cioè quelle sottili relazioni fra medicina, biologia, geologia, geofisica e fisica che consentono all'uomo di vivere in armonia sulla terra. Qualsiasi rapida alterazione di questo equilibrio, dovuta al progresso tecnologico indiscriminato, alle nuove tecniche costruttive, all'inquinamento, crea alterazioni tali negli organismi viventi da rendere sempre più difficile il loro adattamento a queste nuove realtà "artificiali", determinando la comparsa di malattie degenerative sempre più fastidiose, complesse e a volte, incurabili; molte di queste malattie possono essere messe in relazione diretta con l'ambiente in cui viviamo, in particolare modo con il luogo di lavoro, l'abitazione e soprattutto nella zona dove ci riposiamo, tutti quei luoghi in cui cioè passiamo una parte considerevole ed importante della nostra vita.
Lo studio del terreno edificabile, la costituzione geologica del sottosuolo, la presenza di falde acquifere, la radioattività del suolo e dei materiali da costruzione, la forma e l'altezza dell'abitazione, il riscaldamento, l'illuminazione, la disposizione dell'impianto elettrico, l'arredamento, la collocazione e l'orientamento del letto sono elementi da considerare affinché chi abita la casa trovi un luogo di riposo e libertà adatto a vivere in armonia con l'ambiente circostante.
La geobiologia può essere definita come medicina dell'habitat!
Obiettivo centrale è quindi lo studio delle influenze cui è sottoposto il nostro organismo alle variazioni di ritmo e di intensità del campo elettromagnetico generato dalla rotazione della Terra su sé stessa ed intorno al Sole. Secondo il dottor Hartmann il campo magnetico terrestre dà origine ad una serie di reticoli elettromagnetici superficiali che si combinano tra di loro
formando vari reticoli globali, rilevabili con la radioestesia utilizzando vari tipi di antenne e biotensor, tra cui il più noto e studiato è quello denominato "Rete di Hartmann". Sono biologicamente molto attivi e formano delle quadrettature variamente orientate di dimensioni apparentemente costanti. In condizioni climatiche stabili l'attività del campo magnetico terrestre non ha la stessa intensità ed aggressività, dipendendo questa dalla natura omogenea del sottosuolo, dalla conducibilità dell'atmosfera e dalle variazioni di intensità legate al ciclo giorno-notte (massima attività tra le 0-2 e 12-14, minima attività fra le 5-7 e le 17-19), e dalle posizioni Luna-Sole. Ai reticoli possono sovrapporsi gli effetti dovuti a falde acquifere sotterranee, discontinuità litologiche, filoni metalliferi, risalite di gas naturali radioattivi o meno che possono rinforzare l'azione che la "rete" esercita sugli organismi viventi.
I reticoli possono essere suddivisi in tre zone a diversa intensità:
- una zona neutra compresa entro i lati interni della maglia;
- le pareti del reticolo a debole intensità elettromagnetica;
- i nodi costituiti dall'interazione delle linee di forza del reticolo, che sono punti di massima intensità elettromagnetica, specialmente se si sovrappongono alle anomalie sopra descritte.
Dal punto di vista fisiologico i nodi dei reticoli esercitano un'azione negativa quando gli organi vi sono sottoposti in modo prolungato; i disturbi e/o le malattie croniche acute si sviluppano in rapporto alla posizione dei letti e dei posti che si occupano a lungo, per periodi superiori ai tre/cinque anni. è, in ogni caso errato, ritenere che tutti i nodi siano patogeni mentre lo possono diventare in determinate condizioni. Infatti sopra un luogo geopatico il grado di reazione patologica è più o meno marcato a seconda della ricettività e del metabolismo dell'individuo, benché tutti facciano registrare uno stress.
Alcuni nodi critici provocano sempre lo stesso tipo di malattie qualunque sia il soggetto esposto.
In realtà, questi reticoli e le loro deformazioni sono difficilmente inquadrabili con misure strumentali, da cui il generale scetticismo di molte persone per queste tematiche. Ciò che possiamo rilevare strumentalmente sono delle variazioni del campo magnetico terrestre dovute in genere, alla presenza di anomalie sia esterne (es.: presenza di cavi di alta tensione) sia del suolo (per diversa origine geologica) e del sottosuolo (es.: anomalie e discontinuità geologiche, presenza di falde acquifere con portate elevate) che del tipo di costruzioni. Possono subire variazioni occasionali in concomitanza dell'arrivo di forti depressioni atmosferiche o di un terremoto (variazioni che possono manifestarsi fino a pochi giorni prima dell'evento).
A causa delle anomalie l'andamento del campo è in realtà molto irregolare: l'equatore e i meridiani magnetici risultano linee contorte. Il campo subisce inoltre delle oscillazioni nel tempo, variabili da luogo a luogo, in rapporto a fattori cosmici e solari e a cause interne collegate con l'origine stessa del campo magnetico. Le variazioni nel tempo possono essere del tutto irregolari o manifestarsi in modo periodico. Le variazioni a lungo periodo (secolari) sembrano dovute a variazioni della velocità di rotazione della Terra che provocano movimenti di deriva della massa fluida del nucleo terrestre. Le variazioni a breve periodo (diurne, annuali) sono funzioni della latitudine e dell'altezza del Sole sull'orizzonte: alle latitudini medie, per esempio, il vettore campo magnetico descrive un'ellisse durante il giorno seguendo lo spostamento del Sole.
Altre oscillazioni periodiche sono quelle che seguono il ciclo delle macchie solari. Direttamente connesse con l'attività solare sono anche le variazioni irregolari, quelle cioè prodotte dalle tempeste magnetiche dell'alta atmosfera. In rapporto alle variazioni secolari del campo vi è il problema dello spostamento dei poli, fenomeno che è bene documentato da osservazioni eseguite nel sec. XX, ma che certamente si è verificato anche in tempi molto più antichi come risulta dal magnetismo fossile di certe rocce; anche la polarità del campo si è invertita più volte nel corso delle ere geologiche.
La natura e l'origine del campo magnetico terrestre sono tuttora mal conosciute. Dalle testimonianze paleomagnetiche si sa che il campo magnetico terrestre esiste da almeno tre miliardi di anni. Esso è prevalentemente dipolare, con caratteristiche abbastanza costanti: l'asse magnetico nel corso dei tempi ha subito un'oscillazione massima di 11ˇ, l'intensità è poco variabile, anche se sono stati osservati molti fenomeni assai importanti di inversione della polarità. Questo campo magnetico principale è accompagnato da un campo magnetico minore, non dipolare, molto più variabile. Tutte queste caratteristiche spiegano perché sia così difficile trovare un meccanismo che chiarisca tutti i fenomeni geomagnetici osservati.
Tuttavia la constatazione che il campo magnetico della Terra non può esser fatto risalire alla presenza di strati geologici dotati di magnetismo permanente (giacché nessun materiale conosciuto lo è), e che esso mostra il ripetersi di "inversioni" di polarità a cicli di 10000-20000 anni, induce a far ritenere che la sua sorgente si trovi in profondità e che causa della sua esistenza si creino delle correnti elettriche di adeguata intensità e traiettoria.